
Ti sei mai chiesto come vengono fatti quei gustosi Nuggets o le così tanto amate Cotolette di Pollo che sei abituato a sgranocchiare? E se ti dicessi che quello che mangi non e’ esattamente ciò che sei abituato a vedere nelle vetrine del macellaio? Purtroppo è così, dietro ad ogni crocchetta o cotoletta di pollo pre-confezionata si nasconde una catena di produzione degna di un film horror. Tutto ha inizio con la selezione del pulcino: subito dopo la schiusa delle uova, quasi il 50% dei neonati, ritenuto inutile per la filiera produttiva, finisce (ancora vivo) in un tritacarne, per poi essere venduto come concime per i campi, o come mangime per gli animali domestici. Al rimanente 50% spetta una sorte peggiore. I sopravvissuti vengono stipati in piccole gabbiette, grandi pressappoco come un foglio da stampante, sporche e puzzolenti. I lager sono enormi, non possiedono ricicli d’aria. La vita negli allevamenti provoca pazzie, allucinazioni ed istinti suicidi. Costretti a beccare l’unico cibo che gli viene proposto – un pastone arricchito con ormoni della crescita ed antibiotici – un pulcino diventa “pollo” in appena 36 giorni (una crescita naturale richiederebbe il quadruplo del tempo) ed ucciso il40esimo giorno dalla sua nascita. Proprio così, sembrano polli ma sono neonati. Inutile aggiungere che questo procedimento può comportare gravi rischi per la salute, negli allevamenti intensivi, i polli non hanno la possibilità di muoversi liberamente, questa limitazione fa si che gli ormoni somministrati quotidianamente non vengano “smaltiti” e rimangano nella loro carne, non è quindi difficile intuire chi sarà il “beneficiario” di tutti i pericolosi farmaci.